Olio minerale o sintetico, cosa scegliere?

La scelta della tipologia dell’olio non è mai semplice. Sia che parliamo di olio motore che di olio riduttore, idraulico o trasmissione.

In questo articolo cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulle differenze tra olio sintetico e olio minerale, raccogliendo nozioni utili e caratteristiche che possano guidarti ad un acquisto più consapevole e ragionato.

In base alla composizione, esistono diverse tipologie di olio lubrificante:

Oli rigenerati: sono ottenuti dalla rigenerazione di lubrificanti usati, sono la categoria di lubrificante di qualità e rendimento più bassa in commercio.

Oli minerali di prima raffinazione: sono ottenuti dalla raffinazione del petrolio; sono la tipologia di lubrificante più utilizzata tra gli oli di “vecchia” concezione. L’olio minerale che si ottiene al termine del processo di raffinazione non è una sostanza pura ma è una miscela di numerose molecole.

Oli semisintetici: sono composti da un mix di oli minerali e di oli sintetici. La qualità di questi prodotti dipende soprattutto dalle percentuali utilizzate per comporre la miscela e dalla qualità delle basi.

Oli HC: si ottengono partendo da una base minerale e facendo successivamente un processo di cracking in presenza di idrogeno, sono il primo livello di olio definito sintetico e ne fanno parte moltissimi oli in commercio.

Olio PAO: tecnicamente chiamati Poli-Alfa-Olefine, sono gli oli con la resa maggiore tra queste cinque tipologie. Questi oli sono realizzati attraverso processi chimici di laboratorio, eliminando tutte le impurità, fino a formare nuove molecole sintetiche, omogenee e dalle caratteristiche lubrificanti superiori. Hanno un range di temperatura molto più ampio e sono l’ideale per l’utilizzo in condizioni di freddo estremo e applicazioni di alto calore.

Un olio composto da base PAO è decisamente più performante di un olio minerale. Ma nello specifico, cosa si intende per “più performante” ?

Gli oli sintetici PAO danno i seguenti vantaggi :

– Pour Point più basso: migliore pompabilità a freddo.
– Minor evaporazione: meno rabbocchi.
– Minor ossidazione: allungamento degli intervalli di sostituzione.
– Minor attrito: consumo minore di carburante.
– Miglior resistenza alle alte temperature: film lubrificante più resistente e quindi meno usura.

Oltre alla base lubrificante, un ruolo molto importante lo giocano sicuramente gli additivi.

Il modo in cui un olio viene additivato diventa elemento fondamentale per la qualità finale. Un additivo va a migliorare le caratteristiche intrinseche del lubrificante. Principali additivi sono: antiossidanti, antiusura, anticorrosione, detergenti, miglioratori dell’indice di viscosità ed additivi EP. La loro concentrazione deve quindi essere equilibrata per non creare disturbi e “concorrenza” tra gli additivi.

Ricapitolando, quando utilizzare oli sintetici?

Il consiglio è di usare un olio sintetico in tutti i mezzi di nuova generazione, in presenza di applicazione gravose e sollecitate e quando le temperature si riducono. All’interno degli oli minerali, quelli di prima raffinazione sono sempre preferibili a quelli rigenerati.

L’olio è l’elemento più importante nel garantire longevità e durata di qualsiasi mezzo o macchinario, è fondamentale come il sangue nel nostro corpo, deve essere di qualità per garantire la corretta lubrificazione e nutrimento a tutti gli organi interni in qualsiasi condizione di utilizzo, sia sotto sforzo, sia in brevi e lunghi tragitti, a freddo e a caldo!

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È fondamentale lubrificare le catene nel modo corretto e nel punto giusto, per fare si che il lubrificante riesca a fare il suo lavoro dove serve, ma è altresì vero che il lubrificante deve essere a suo volta all’altezza dell’applicazione.

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